Chi sono

Chi sono?

Perché sono venuta al mondo?

Qual e il vero obiettivo della mia esistenza?

Casualmente queste domande hanno tormentato il mio sonno da troppo tempo ormai, ma io non sono una persona che crede al caso.

L’ultimo anno della mia vita è stata la chiusura e l’apertura di un nuovo ciclo che mi ha permesso e mi ha spinto sempre di più a trovare una risposta alle domande che hai letto sopra.

Non so cosa tu stia facendo in questo momento della tua vita, non so quali emozioni guidino le tue giornate, non so quale lavoro stai facendo, non so se ti piace ciò che fai o meno, non so assolutamente nulla di te ma di una cosa sono certa, tu sei nata per essere felice.

Per anni della mia vita ho vissuto con la profonda convinzione che ciò che stavo facendo fosse una mia scelta indipendente, ho sempre difeso la mia indipendenza in tutti i modi possibili, sono cresciuta con un forte spirito di autonomia e ho fatto professioni e lavori che mi permettessero di soddisfare appieno questo spirito ribelle che mi ha sempre contraddistinto.

Mi ritengo fortunata per ciò che ho fatto fino alla mia svolta, avevo tutto quello che una ragazza di 26 anni desiderasse dalla vita, davvero, relazioni, professione, famiglia, amici, viaggi, soldi, carriera, successo.

Un giorno mi sono svegliata con un buco allo stomaco, mi sono guardata allo specchio e mi sono chiesta “E’ tutto qui? Quando avrò creato una famiglia e avrei fatto tutte le esperienze che voglio, cosa mi rimane?” e quella sensazione… quella sensazione di disagio sempre più forte, sempre più presente, sempre più invadente che giorno per giorno sentivo nascere dentro di me e che stava diventando sempre più impossibile da evitare.

Già il semplice fatto che io stia scrivendo queste parole nella sezione “chi sono” mi viene da domandarmi se avrà mai fine questa mia scoperta di chi sono realmente, questo cammino di rivelazione di me stessa che sto vivendo, questo sentiero del cuore che mi porta in connessione profonda con la mia essenza, che mi sta portando a rispondere a queste domande che prima o poi l’essere umano si fa sin dalla notte dei tempi.

Togli la tua professione, togli i tuoi ruoli di madre, figlia, sorella, zia, compagna, moglie, togli le tue passioni, quello che ti piace fare, togli tutto quello che hai fatto, togli le tue competenze, togli i tuoi premi, i diplomi, i certificati, togli TUTTO e rispondi a questa domanda “Chi sono io?”

Cosa ti rimane, perché io ogni mattina mi guardo allo specchio e vedo il riflesso di una giovane donna che sta unendo i puntini della sua vita e sta scoprendo chi è realmente, cosa è venuta a fare su questa terra, qual è la reale missione della sua vita.

E’ un ritorno a casa quello che sto vivendo, è un ritorno alla mia essenza, è un ritorno a ciò che sono nel profondo del mio essere, è un ritorno all’Amore, è una liberazione da tutte quelle maschere che mi sono costruita nel corso della mia vita per potermi proteggere dagli altri perché ho sempre giocato in difesa per paura, per paura di soffrire, per paura di essere delusa, per paura di non essere amata, per paura di non essere accettata.

Sono scesa a compromessi con me stessa così tante volte che ho dovuto perdonarmi per tutte quelle volte che non mi sono ascoltata, che non ho rispettato il mio corpo, che ho usato il cibo come terapia per riempire i miei vuoti inconsapevoli, per non essermi ascoltata ogni volta che non volevo fare cose che invece ho fatto per paura di deludere o perdere qualcuno.

E cosi, da una delle più giovani Manager in una multinazionale del Network Marketing a percorrere il sentiero del cuore Munay, ad avvicinarmi alle antiche saggezze del popolo delle Ande per riscoprire la mia vera essenza in un mondo che vuole fartela dimenticare.

Connessione allo spirito, connessione al tuo cuore, connessione al momento presente a cogliere la magia della vita.

E’ come se avessi guardato per tutta la vita attraverso occhiali con una lente verde a quelli con la lente blu, cambia completamente storia, cambia prospettiva, cambia tutto.

A un certo punto mi sono guardata intorno in un viaggio che ho fatto in Romania e ho visto negli sguardi delle donne il poco valore che si danno a loro stesse, un’arresa alla loro condizione, un subire la vita nella società e nelle relazioni che ha fatto nascere dentro di me l’infinita voglia di aiutarle, l’immensa spinta di poter fare qualcosa per renderle consapevoli della loro bellezza.

Se è vero che ciò che è fuori è dentro, se ciò che vedi nell’altro è dentro di te, lì è cominciato il mio cammino alla scoperta della Dea nascosta nei meandri di me stessa.

La Dea è semplicemente una donna consapevole, di chi è, di quali sono i suoi poteri interiori, di quanto è immensa la forza dell’Amore come spinta per attuare una trasformazione dalle radici di se stessa, una riscoperta della divinità dentro di lei.

Una Dea creatrice, genitrice, arrendevole, senza pretese, accogliente e paziente, una Dea colma di Amore e forza, una sorgente infinita di conoscenza e saggezza, consigliera e organizzatrice, sensuale e passionale, con l’infinita voglia di fare del bene, determinata e guerriera, musa ispiratrice.