Ciò che è fuori è dentro

In questi ultimi giorni il mondo fuori di me, mi rimanda persone e situazioni di profonda sofferenza e trasformazione.

Mi confronto con moltissime persone ogni settimana, sono curiosa di ascoltare le storie, sono curiosa di “sentire” oltre le apparenze.

Il nostro modo di raccontare ciò che accade nella nostra vita rivela così tanti segreti del nostro mondo interiore.

Negli ultimi anni ho allenato l’orecchio e il cuore a non soffermarmi sulle parole, queste vengono solo utilizzate perché non sappiamo un altro linguaggio che emerge da dentro.

Quello del cuore.

In questi giorni c’è molto dolore intorno a me.

Mi sono soffermata allora ieri sera al chiaro di luna, mi sono avvicinata al mare e ho chiesto aiuto a madre terra.

Aiuto nel sentire quello che veramente il mio cuore ha da offrirmi in questo momento.

il dolore come maestro

Il dolore, è per me un grande maestro nel conoscere me stessa e il mondo, insieme alla morte.

Sono due compagni fedeli in questo viaggio straordinario che stiamo vivendo insieme.

Il dolore ha toccato la mia vita diverse volte.

Quando mio padre è morto, quando ho lasciato la mia città e la mia casa, quando ho lasciato il mio paese per trasferirmi in un altro paese, ho conosciuto il dolore fisico del corpo, frutto di violenze.

A volte si è presentato sotto forma di rabbia, altre volte sotto forma di difesa e riservatezza, altre volte come abbandono e tradimento.

C’è stato un periodo della mia vita dove ho fatto ricorso alle droghe per anestetizzare un sentire troppo pressante.

Ho provato a scappare cosi tante volte da questo dolore atroce che alla fine mi sono arresa.

Un giorno è arrivato alla porta di casa mia, e con un bel respiro ho aperto la porta.

dolore rivelatore

Non era il mostro che mi immaginavo.

All’inizio aveva un aspetto sgradevole, addirittura brutto, ma ho smesso di temere questo compagno fedele.

Non avrei sviluppato questa sensibilità enorme se il dolore non fosse stato presente.

Non avrei scelto di percorrere la via del cuore, se non avessi perduto qualcuno a me molto caro.

Non sarebbero accadute molte cose, se il dolore non mi avesse fatto visita.

Spesso scappiamo dal dolore.

Siamo convinti che sia un male, non vogliamo sentirlo, ne abbiamo una paura profonda.

Perché sentire il dolore, ti squarcia la pelle, fa pulsare le ferite, ti ricorda che non sei indistruttibile, che anche tu puoi cadere, ti fa sentire fragile, persa, smarrita.

E sono sensazioni che terrorizzano la nostra mente.

Negli ultimi anni ho semplicemente imparato ad accoglierlo come fosse un vecchio amico, un fedele compagno.

Lo accetto come parte integrante della mia vita, perché mi mostra sempre qualcosa di nuovo, mi offre sempre la possibilità di riconsiderare altri aspetti della mia vita che non stavo guardando.

Allora sì che ha un senso sentire il dolore.

la lezione che porta

Per imparare qualcosa di nuovo.

Per evolvere, per guarire, per fare pace.

Molti di noi stanno attraversando un buia notte dell’anima, forse la stai vivendo tu che mi stai leggendo.

Sappi che ti sento, ti stringo, piango insieme a te.

Non ci sono scorciatoie verso la felicità, non si può fuggire dal dolore, non ci si può nascondere, non si può far finta di niente.

Credimi che ci ho provato per anni, eppure era sempre li accanto a me.

Quando ho iniziato il sentiero del cuore Munay, ho voluto finalmente arrendermi e lasciar emergere ciò che per anni avevo fuggito.

Ci sono molti per sciogliere, ci sono persone disposte a mostrarti come fare, non c’è bisogno di soffrire inutilmente.

Io ci sono per te.

Puoi scrivermi se ti va di condividere quello che stai vivendo.

Ti sento

Ti stringo

ps. questo articolo lo dedico a tutte le splendide anime che in questo momento mi sono vicine e mi stanno onorando con le loro storie, grazie per la vostra fiducia, grazie per la vostra presenza.

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